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´SI TRADISCE CON TROPPA LEGGEREZZA E SENZA PENSARE AI FIGLI!´ IL DURO SFOGO DI UNA LETTRICE

´Si tradisce con troppa leggerezza e senza pensare ai figli!´ Il duro sfogo di una lettrice


Cara “D”,
mi chiamo Francesca, ho  58 anni, due figli ormai grandi e un matrimonio che dura da 30 anni. Non ti scrivo per un problema o un disagio personale ma per fare una riflessione.

Leggendo  la tua rubrica ho notato  che la maggior parte delle richieste di aiuto sono su come gestire un tradimento.

E’ mai possibile , mi chiedo,  che conoscendo il dolore che deriva da questo gesto, si continui a tradire? Possibile che prima di andare a letto con il collega, l’amico, il marito dell’amica non ci renda conto delle conseguenze?

Non si pensa ai figli? Non basta l’amore che abbiamo per loro a trattenerci dal cadere in tentazione? Bambini sballotatti da una casa all’altra, costretti a convivere con chi non hanno scelto e a farselo andare bene per il bene di mamma e papà... I genitori si lasciano travolgere dalla passione e i figli ne pagano le conseguenze!

´Si tradisce con troppa leggerezza e senza pensare ai figli!´ Il duro sfogo di una lettriceQuesto continuo disfare matrimoni  e ricostruire famiglie  sui cocci delle vecchie con la stessa semplicità con cui si cambia il colore dei capelli, non porta ad un impoverimento totale di valori e principi?
Sarò impopolare ma la continua celebrazione delle famiglie allargate, io la trovo eccessiva.

Portare avanti un matrimonio non è semplice, implica un lavoro continuo da entrambe le parti per farlo durare. Anche io e mio marito abbiamo avuto i nostri periodi di crisi ma la facilità con cui oggi  da un litigio si passa ad una separazione è allucinante.

Possibile che l’unico modo per superare  la routine e le inevitabili crisi di coppia è quello di farsi “aiutare” da qualcun altro/a?
Possibile che l’etica ci abbia completamente abbandonato e che andiamo avanti per istinto come gli animali?

Francesca

 

Cara Francesca,
il tuo duro sfogo è largamente condivisibile ma non facilmente generalizzabile. 
Io non condivido la scelta di  tradire, ma ammiro chi ha il coraggio di “sfasciare una famiglia” (dopo innumerevoli tentativi di far andare bene le cose)  se l’alternativa è quella di vivere nell’ambiguità e nell’infelicità.
Non si può  tollerare, come si faceva in passato, che i matrimoni vengano tenuti insieme dal sacrificio, in genere  delle donne, che per amore dei figli sopportavano i continui tradimenti dei mariti.

Rinunciare all’amore non è facile e non si può sacrificare la propria vita in nome di una convenzione. Puoi provare a farlo per i  figli ma genitori insoddisfatti crescono figli infelici.
I genitori non devono affannarsi per dare ai figli una vita perfetta; devono solo provare ad essere per loro dei modelli educativi solidi, credibili, reali.

E´ vero, i figli  soffrono se i genitori si lasciano, ma se i genitori non si amano e fanno finta di farlo, i figli soffrono lo stesso perché non spetta a loro tenere insieme la coppia.  
Meglio allora separarsi e imparare, con il tempo,  a volersi bene e a rispettarsi.

Non si tratta di celebrare la famiglia allargata solo che gli amori finiscono e il cuore inizia a battere per qualcun altro. Se questo qualcun altro ha dei figli e un matrimonio fallito alle spalle, possiamo evitare di innamorarci di lui/lei?

Nel tuo lungo matrimonio di 30 anni ci saranno stati sicuramente dei periodi di crisi: voi siete stati abbastanza forti da rimanere con le radici ben piantate nel terreno, ma non tutti sono uguali.
Non credo che un tradimento sia il frutto di una decisione presa a tavolino: mi annoio, non so cosa fare e allora inizio a tradire.Certo, ci sono i traditori seriali che lo fanno sistematicamente per alimentare il proprio ego ma, il più delle volte, chi tradisce lo fa perché mosso da dinamiche importanti e dopo l’ebbrezza della passione e della trasgressione viene poi  travolto da sensi di colpa (meritatissimi) e smarrimento. 

Gi scambi di opinione sono sempre costruttivi, quindi grazie per la tua lettera, Francesca!
Continua a leggere la posta, mi raccomando.
"D"


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Data pubblicazione : 31/03/2018 Autore : Cara D.