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CRISTIANA CAPOTONDI IN ´NOME DI DONNA´ LOTTA PER LA SUA DIGNITÀ

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Esce oggi 8 marzo, e non e´ un caso,  il nuovo film di Marco Tullio Giordana  ("Cento Passi" e  La Meglio Gioventù" ) con Cristiana Capotondi e Michela Cescon, Nome di Donna che tratta il tema delle molestie e gli abusi subiti da dipendenti di una prestigiosa casa di cura.
Marco Tullio Giordana racconta da subito l´incipit del film: "Intanto la storia e´ cominciata perche´ un paio di anni fa, mi e´ stata proposta la sceneggiatura scritta da Cristiana Mainardi che aveva il pregio di non affrontare il problema dal punto di vista della denuncia militante ma indagava un personaggio femminile coraggioso, temerario e soprattuto rappresentava ogni personaggio femminile, anche quelli negativi, senza giudicarli".

Cristiana Capotondi in ´Nome di Donna´ lotta per la sua dignità


Cristiana Capotondi e´ Nina, la protagonista che l´attrice descrive cosi´: "questa donna ha solo desiderio di lavorare e non ha intenzione di accettare compromessi per farlo. Vuole mantenere per se stessa l´indipendenza e questa e´ una battaglia che le donne affrontano continuamente". Nina e´ una giovane donna che si trasferisce con la figlia in un paesino della bassa Lombardia. Trova impiego in una prestigiosa clinica privata dove lavorano molte altre ragazze, italiane e straniere. Una piccola comunita´ femminile eterogenea e tuttavia molto unita, anche da un segreto.

Michela Cescon interpreta l´avvocato grazie al quale la lotta di Nina diventa una battaglia concreta, la Cescon lo conferma: "credo che nella solitudine di chi ha subito abusi, l´incontro con un avvocato di quel tipo sia fondamentale e sia potente, aiuta. Nina trova nel occhi di un´altra donna l´aiuto per vincere". All´inevitabile quesito su se le protagoniste siano state vittima o testimoni di tali abusi nella vita reale, le attrici dichiarano: "No non mi sono mai scontrata con una realta´ del genere, l´ho sentita raccontare in maniera emotivamente molto coinvolgente da altre persone, quindi non parlo per mia esperienza e non posso esser un testimone attendibile ma lo e´ la ricerca Istat alla base di questa storia" dichiara la Capotondi. Su cio´ che sta accadendo adesso su questo tema in Italia e all´estero interviene Michela Cescon: "Quello che sta succedendo e´ importante perche´ le donne hanno voglia di ritrovarsi insieme.

Comincia a venire fuori che non dobbiamo dare per scontato che la molestia o l´abuso sia una regola del gioco a cui bisogna sottostare. Credo che una donna debba sentire fortemente l´orgoglio di non essere piu´ il bocconcino di nessuno". La fine del film ricorda che c´e´ ancora molto da fare, la commenta cosi´ Giordana: "La scena finale fa capire che la battaglia non e´ finita . E´ di Dino Risi l´idea di non finire trionfalmente con la vittoria ma con la consapevolezza che si deve sempre ripartire subito a combattere".





Data pubblicazione : 08/03/2018 Autore : Redazione