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DISTURBO BIPOLARE: COS´È E COME SI CURA

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Che cosa hanno in comune Beethoven, Van Gogh, Virginia Woolf e Carrie Fisher?
Sono tutte "vittime" illustri del disturbo bipolare, una condizione psichiatrica cronica e ricorrente, caratterizzata da insoliti sbalzi di umore, con fasi euforiche e maniacali alternate a periodi di depressione, in cui il rischio di suicidio e´ 15 volte superiore rispetto a quello della popolazione generale.

Una malattia mentale che colpisce circa 1 milione di persone solo in Italia, soprattutto nella fascia d´eta´ tra i 15 e 44 anni, con pesanti ripercussioni sulla vita familiare e lavorativa dei pazienti. Oggi, per curare questa patologia invalidante, arriva anche nel nostro Paese la prima formulazione a rilascio prolungato del sale di litio, lo stabilizzante dell´umore da decenni considerato il gold standard nel trattamento del disturbo bipolare.

Disturbo bipolare: cos´è e come si cura


Grazie alla sua cinetica, la nuova opzione terapeutica comporta minori effetti collaterali e una riduzione del numero di somministrazioni - la possibilita´ di assumere una singola somministrazione nell´arco della giornata - rispetto al litio a rilascio immediato, consentendo una maggiore aderenza alla terapia e una migliore gestione del paziente anche a lungo termine.

"L´insorgenza del disturbo bipolare si verifica nella prima eta´ adulta, intorno ai 20-30 anni"

- spiega Antonio Tundo, Direttore dell´Istituto di Psicopatologia di Roma e Responsabile scientifico di Idea Roma Onlus - "Si tratta di una patologia con un impatto molto alto sulla vita quotidiana. Chi ne soffre alterna periodi di depressione, in cui e´ molto triste e apatico, a fasi di eccitamento in cui, al contrario, si sente felicissimo, ma spesso anche irritabile, e´ iperattivo e ha difficolta´ a controllare gli impulsi, mettendo in atto comportamenti pericolosi, quali l´abuso di alcol e sostanze stupefacenti, lo shopping compulsivo, la promiscuita´ sessuale e la guida ad alta velocita´."

Un trattamento non adeguato comporta serie conseguenze: possibili problemi di carattere economico - durante la fase depressiva il paziente spesso non lavora, mentre nel periodo di euforia spende senza controllo e contrae debiti - e ricadute negative sulla vita affettiva e sui rapporti interpersonali. Inoltre, si abbassa l´aspettativa di vita, in parte per l´alto rischio di suicidio nel periodo di depressione, in parte perche´ la persona non segue in maniera corretta le cure per altre malattie (per esempio, pressione alta e diabete), andando incontro a complicanze di natura medica generale.

Disturbo bipolare: cos´è e come si cura

E´ fondamentale diffondere una maggiore informazione sulla patologia per superare lo stigma, aiutando il paziente ad accettare senza timore la diagnosi e ad accostarsi con fiducia alla terapia". Diagnosi tardive, elevato tasso di comorbilita´ con stati d´ansia e disturbi legati all´abuso di alcol e stupefacenti, scarsa coscienza di malattia e l´incostante adesione alle cure rendono spesso difficile la gestione clinica della patologia, che punta principalmente a prevenire le ricadute attraverso una terapia di mantenimento a lungo termine con l´utilizzo di stabilizzatori dell´umore, in primis il litio.

"Le Linee Guida dell´American Psychiatric Association e del National Institute for Health and Care Excellence - dichiara Claudio Mencacci, Presidente della Societa´ Italiana di Psichiatria - considerano il litio il gold standard nel trattamento delle fasi acute maniacali, nella profilassi delle recidive bipolari, nelle fasi depressive del disturbo bipolare e nella depressione ricorrente. Inoltre, numerosi studi, quali una recente metanalisi pubblicata sul ´British Medical Journal´, hanno confermato l´efficacia del sale di litio nel ridurre il rischio suicidario, che risulta 15 volte superiore nei pazienti bipolari rispetto al resto della popolazione".

Ma quali sono i vantaggi della formulazione a rilascio prolungato? "La nuova proposizione farmacologica consente di raggiungere concentrazioni plasmatiche di litio piu´ stabili, un loro aumento piu´ graduale, che si associa ad una diminuzione degli eventi avversi, sia a breve termine - disturbi gastrointestinali e urinari, tremori - sia nel lungo periodo, come problematiche tiroidee, cardiovascolari e renali.
La formulazione a lento rilascio permette inoltre di utilizzare il litio a dosaggi piu´ contenuti e di ridurre il numero delle somministrazioni a un´unica al giorno, migliorando in questo modo l´adesione alla terapia da parte del paziente" conclude Mencacci.

Il litio e´ un metallo alcalino, scoperto nel 1817 dai chimici svedesi Johan Arfwedson e Jons Jacob Berzelius. All´inizio del ´900 veniva considerato quasi una panacea, in grado di curare numerose malattie. Negli anni ´40 del XIX secolo inizio´ ad essere impiegato nella pratica clinica per trattare la gotta e gli eccessi di acido urico. Nel 1949 il medico australiano John Cade pubblico´ i risultati di uno studio sull´efficacia del litio nella cura di pazienti con mania, che non suscito´ pero´ grande interesse, poiche´ nello stesso anno apparvero le prime pubblicazioni sulla possibile tossicita´ del minerale.

Il lavoro di Cade venne ripreso dallo psichiatra danese Mogen Schou, che per primo dimostro´ l´efficacia del litio nella terapia di pazienti maniacali in uno studio controllato e in doppio cieco, pubblicato nel 1954 e accolto con un certo scetticismo dalla classe medica "ufficiale". Soltanto nel 1970 la FDA riconobbe il litio come terapia d´elezione degli stati d´eccitamento maniacale e profilassi delle ricadute, a seguito della pubblicazione di uno studio danese su Lancet.
Oggi e´ ritenuto la soluzione terapeutica di prima scelta per il trattamento del disturbo bipolare, con una significativa efficacia nella prevenzione di comportamenti suicidari.

Data pubblicazione : 22/11/2017 Autore : Italpress Fonte: Italpress