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FIGLIO UNICO: SCELTA RAGIONATA O NECESSITÀ?

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La classica famiglia composta da padre, madre e almeno due figli sta diventendo sempre meno frequente sostituita da quella formata dai genitori e un unico figlio.

Per molti si tratta di una scelta ragionata che trova non poche spiegazioni.
Prima di tutto il completamento degli studi e l’avvio dell’attività lavorativa, oggi, hanno allontanato di molto la decisione di avere un figlio.
Si diventa genitori in un’età per la coppia e soprattutto per la donna impensabile fino a pochi decenni fa con la conseguenza che, per evidenti motivi biologici, il figlio rimarrà unico.

Figlio unico: scelta ragionata o necessità?


Anche i fattori organizzativi giocano un ruolo importante nella decisione.
Se entrambi i genitori lavorano e non ci sono nonni o altri parenti a prendersi cura del bambino intervengono, gioco-forza, la struttura a disposizione della famiglia come asili-nido oppure affidamento a baby-sitter.

I vantaggi degli asili nido sono una più facile socializzazione del bambino che viene presto a contatto con i coetanei e con adulti diversi dai genitori e rompe prima quel rapporto esclusivo soprattutto con la mamma che, sia per l’ansia dovuta alla preoccupazione di non essere mai all’altezza del ruolo, sia per il desiderio di viziare il bambino, eccede in comportamenti troppo permissivi.

Nelle famiglie con un figlio solo capita spesso che tutte le ansie e le aspettative dei genitori ricadano sull’unico “erede” con la possibilità che il bambino cresca più preoccupato di soddisfare le richieste dei genitori piuttosto che seguire i propri sogni

D´altra parte c´ è da dire che oggi, anche negli anni successivi alla primissima infanzia, il figlio unico vive un rapporto più aperto con i coetanei.
Le mamme spesso si scambiano i ruoli di accompagnatrici per  scuola,  sport, compiti… Anche chi non ha fratelli o sorelle, quindi, vive comunque a stretto contatto con gli altri bambini trascorrendo intere giornate insieme, non solo quelle della mattina a classe e proprio come in una famiglia numerosa.

Nonostante questo molte persone, nell’avere il secondo figlio, si lasciano guidare più dalla voglia di non far rimanere i loro figli "unici" che dalla voglia di averlo davvero. Spesso si pensa che essere figli unici significhi essere soli e viziati. Ma questa non è una verità, è solo un luogo comune

Si può promettere ad un bambino che l’arrivo di un fratellino o di una sorellina renderà la sua vita più semplice? Che non litigheranno mai e andranno sempre d’accordo?

l rapporto tra fratelli è sicuramente incondizionato e speciale ed è l´unico legame di sangue che rimane dopo la perdita dei genitori. Allo stesso tempo però, litigi continui tra consanguinei e genitori chiamati a fare da arbitri e pacieri, non contribuisce ad un clima tranquillo e rilassato in casa.
Quando il figlio è uno solo questi problemi non si pongono.


Data pubblicazione : 11/09/2017 Autore : Claudia Liberti