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I MORSI DEL BAMBINO: COME AFFRONTARE QUESTA FASE DELICATA NEL MODO GIUSTO


Intorno ai 18 mesi, la maggior parte dei bambini  vive la cosiddetta “fase del mordere”.
Si tratta di  un periodo, per fortuna transitorio, difficile da gestire per genitori e parenti  che spesso non sanno come affrontarlo nel modo giusto.

Iniziamo col dire che non tutti i bambini mordono e non tutti con la stessa intensità o frequenza e che il significato che il gesto del mordere assume per il bambino cambia a seconda dell’età del piccolo.

I morsi del bambino: come affrontare questa fase delicata nel modo giusto


Fino al primo anno di età
, mordere  è un modo per scoprire ed esplorare il mondo esterno.
I neonati portano alla bocca tutte le cose che lo attraggono  per conoscerne la consistenza, il sapore, l’odore.
Mordono, in genere, quello che gli piace di più: lo dimostra il fatto che spesso mordono la propria mamma.
La fase del mordere si acuisce ancora di più durante la dentizione in cui i bambini addentano tutto quello che si trovano davanti per alleviare il dolore alle gengive.

Dopo l’anno il bambino capisce che mordere attira l’attenzione di mamma e papà e si servirà di questo gesto per comunicare ed esprimere frustrazione o rabbia non sapendo esprimersi in altro modo.
In questo periodo molti cambiamenti interessano la vita del bambino tra cui l’inserimento al nido, l’interruzione dell’allattamento al seno, l’arrivo o la rivalità con un fratellino...Il mordere è in questi casi una reazione alle novità.

Dopo i due anni i comportamenti aggressivi (tirare i capelli, mordere, spingere...) vengono usati dal bambino che non sa ancora farsi valere con le parole ma il morso non è utilizzato dal bambino con l’intenzione di fare male ad un suo coetaneo.

Solo dopo  i tre anni  questo gesto diventa un´ azione intenzionale per esprimere rabbia o intimorire i compagni.

Il morso del bambino, difficile da considerare come "una cosa che si deve risolvere tra bambini", è un gesto che spiazza l´adulto e crea ansia perché si  fatica a  non vederlo come un gesto aggressivo e offensivo ma come una fase fisiologica della crescita.

Vediamo allora come affrontare correttamente la fase del mordere del bambino e quali invece sono i comportamenti da evitare.

I morsi del bambino: come affrontare questa fase delicata nel modo giusto


Cosa è giusto fare

Davanti al morso del bambino è importante che tutte le persone a lui  più vicine (genitori, nonni, baby sitter e maestre) abbiano lo stesso atteggiamento per inviare al bambino  messaggi coerenti.

Si può interrompere il morso con un “No, non si fa!".
E´ importante pronunciarlo con fermezza e decisione (che non significa aggressività) visto che i bambini percepiscono molto di più il come diciamo le cose piuttosto che il  cosa diciamo.

Mai ridicolizzare o mortificare gli stati emotivi del bambino.
Se il piccolo esprime un disagio, le sue emozioni devono essere accolte, comprese e analizzate. Dobbiamo far capire al bambino che  non c’è niente di male a sentirsi arrabbiato ma che è sbagliato mordere per esprimere quest´ emozione. 

Dare al bambino dei giochi per la dentizione che possa mordere come anelli o forme di plastica dura ( se  ha meno di 2 anni ed è nel periodo in cui  mette in bocca tutto).
Con i bambini un po’ più grandi potete iniziare a stabilire delle regole e ad  esprimergli la nostra contrarietà ai morsi come mezzo per comunicare.

Cosa non si deve fare
Non bisogna sgridare il bambino o, peggio ancora, metterlo in castigo perché non ha la possibilità di capire e suscita in lui solo sensi di colpa.

Molti genitori restituiscono il morso al proprio  bambino per fargli capire il dolore che provoca il gesto; questo metodo può essere controproducente perché  I bambini, agendo per imitazione, possono interpretare il mordere come un gioco che anche mamma e papà fanno, e quindi non capire la differenza tra morsi affettuosi e quelli aggressivi.

Se il bambino morde la propria mamma o il papà è importante non permetterglielo per fargli capire che mordere non è un gioco.

Non sgridare il bambino da lontano o da un’altra stanza perché difficilmente smetterà di fare ciò che sta facendo per ascoltarvi.
E´ importante, invece, guardarlo negli occhi e  parlargli in modo affettuoso ma deciso, facendogli notare con  parole semplici che  non è modo di comportarsi.

Riassumendo possiamo dire che fino ai 3 anni mordere è un comportamento fisiologico (che basta controllare e saper gestire)  che poi sparisce autonomamente man mano che il bambino cresce.

Se però  il bambino morde  spesso e non è più così piccolo, il gesto  può essere il sintomo di un disagio più grave provocato, magari, da un cambiamento importante accaduto in famiglia.
In questi casi è sempre bene rivolgersi ad un professionista per capire qual è il percorso più giusto da seguire.


Data pubblicazione : 13/02/2018 Autore : Claudia Liberti