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LE 4 COSE DA EVITARE QUANDO CI SI SOTTOPONE AD UN INTERVENTO PER L´AUMENTO DEL SENO

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"La mastoplastica additiva, ossia l´aumento del seno, e´ uno degli interventi piu´ eseguiti in Italia e nel mondo: le complicazioni sono rare e sempre risolvibili, ma e´ bene che le pazienti siano informate di quello che potrebbe andare storto".

Parola di Chiara Botti, chirurgo plastico di Clinica Villa Bella a Salo´ (Brescia)  che aggiunge:"Le complicazioni di un intervento sono difficili da gestire sia per il medico, sia per il paziente. La seconda operazione e´ sempre piu´ complessa della prima, in quanto si tratta di intervenire per risolvere una soluzione problematica, non sempre e´ facile riuscirci".
Il consiglio e´ scegliere con cura il medico a cui ci si rivolge gia´ dalla prima volta, senza lasciarsi lusingare da prezzi bassi o offerte low cost, ma basandosi sull´esperienza dello specialista: "Se ci si rivolge a un medico poco esperto non solo aumenta la possibilita´ di incorrere in una complicazione, ma si rischia anche che non sia in grado di risolverla.

Le 4 cose da evitare quando ci si sottopone ad un intervento per l´aumento del seno


E non tutti i medici accettano di rioperare una paziente altrui" afferma. In Italia le operazioni di chirurgia estetica secondarie, ossia eseguite dopo che il primo intervento non e´ andato a buon fine, sono state il 13,6% del totale (dati Aicpe): solo nel 36,5% dei casi il paziente ritorna dallo stesso dottore, la maggioranza preferisce rivolgersi a un altro.

Nel caso di mastoplastica additiva le cause delle complicazioni sono diverse: "Spesso i problemi derivano dal fatto che si impianta una protesi troppo grande per il torace, di solito accontentando il desiderio della paziente: soprattutto nei soggetti molto magri puo´ succedere che la protesi debordi e che, essendoci poco grasso di copertura, sia visibile il contorno.

Meglio preferire una protesi piccola per far si´ che il risultato non sia troppo "plastificato". Un altro fattore che puo´ incidere e´ il livello in cui si mette la protesi: il punto migliore e´ dietro il muscolo pettorale, dove la copertura e´ maggiore, anche se spesso il chirurgo preferisce l´innesto davanti al muscolo in quanto, oltre a essere tecnicamente piu´ difficile, puo´ causare un po´ piu´ di dolore nei primi giorni successivi.

Tuttavia, considerando che puo´ servire a evitare complicazioni e ad ottenere un risultato migliore, ne vale la pena" aggiunge la dottoressa. Le complicazioni piu´ frequenti con la mastoplastica additiva sono contrattura capsulare, spostamento della protesi, rotazione e rottura. "Un elenco che, pur non essendo del tutto esaustivo, riassume le problematiche piu´ frequenti" dice Botti. La prima e´ la contrattura capsulare, ossia l´indurimento del seno.

"E´ quella piu´ diffusa, con un´incidenza tra l´1 e il 2%. Puo´ capitare durante tutto l´arco di vita della protesi e le cause sono diverse: dalle infezioni subcliniche (dovute a batteri presenti nella mammella e nei dotti o a bronchiti o tonsilliti non curate con antibiotici), alla contaminazione delle capsule con materiale estraneo. Si manifesta appunto con l´indurimento del seno e si risolve rimuovendo la protesi e reinserendone una nuova" afferma il chirurgo plastico.

Altra complicazione possibile e´ lo spostamento della protesi. "La dislocazione della protesi puo´ capitare nei primi due mesi dopo l´impianto. Si verifica se la paziente esegue un movimento troppo energico con le braccia oppure se fa molto esercizio nelle settimane immediatamente successive all´intervento. Trascorsi due mesi il tessuto intorno alla protesi si cicatrizza e la paziente puo´ riprendere con regolarita´ la propria attivita´.

Anche in questo caso la soluzione e´ tornare in sala operatoria per riposizionare la protesi nella giusta posizione" spiega la dottoressa Botti. La terza cosa che puo´ andare storta e´ la rotazione. "Capita con le per protesi anatomiche che sono a forma di goccia e se si girano cambiano anche la forma del seno.  Puo´ succedere quando si realizza una "tasca" troppo larga per inserire la protesi; quando si passa da una protesi piu´ grande a una piu´ piccola senza ridimensionare la tasca e nel caso in cui la paziente esegue dei movimenti eccessivi con le braccia.

La soluzione e´ rimettere la protesi nella posizione originaria: a volte si puo´ risolvere con un´apposita manovra per girare la protesi, altrimenti si deve rioperare. Succede piu´ frequentemente nei primi due mesi dopo l´intervento ma puo´ capitare anche successivamente". Infine, puo´ succedere che la protesi si rompa.

"La rottura della protesi di solito e´ successiva a un trauma, ad esempio un incidente d´auto. L´incidenza e´ bassissima, tanto che le aziende forniscono gratuitamente una coppia di protesi per la sostituzione e, in alcuni casi, rimborsano anche il costo dell´intervento per il reimpianto" conclude Botti.

Data pubblicazione : 05/06/2018 Autore : Italpress Fonte: Italpress