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LE SCOTTATURE DELLŽINFANZIA SONO IL PRINCIPALE FATTORE DI RISCHIO PER IL MELANOMA DA ADULTI

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Le scottature nell´infanzia rappresentano il principale fattore di rischio per il melanoma da adulti, il tumore della pelle che nel nostro Paese in 45 anni ha fatto registrare un aumento dei casi pari al 103%: erano circa 1.000 nel 1970, nel 2016 ne sono stati stimati 11.300.

La necessita´ di proteggere i piccoli e´ ancora piu´ rilevante se si pensa che nei primi vent´anni di vita una persona puo´ assumere fino all´80% del totale delle radiazioni solari della propria esistenza. Il monito arriva dal Master Course "Management del paziente con melanoma dalla ricerca alla terapia", organizzato dall´Intergruppo Melanoma Italiano (IMI).

Le scottature dellŽinfanzia sono il principale fattore di rischio per il melanoma da adulti


"Se la diagnosi avviene in fase avanzata, oggi abbiamo a disposizione armi efficaci per tenere sotto controllo la malattia a lungo termine - spiega Paola Queirolo, presidente IMI e responsabile del DMT (Disease Management Team) Melanoma e Tumori cutanei all´IRCCS San Martino IST di Genova -.

La sopravvivenza di questi pazienti e´ cambiata grazie a due strategie: da un lato le terapie a bersaglio molecolare, utilizzate nei pazienti che presentano la mutazione del gene BRAF (50% dei casi), dall´altro l´immuno-oncologia. Prima dell´arrivo di queste nuove armi, la sopravvivenza mediana in stadio metastatico era di appena 6 mesi, con un tasso di mortalita´ a un anno del 75%.

Queste molecole hanno aperto un ´nuovo mondo´ non solo in termini di efficacia e attivita´ ma anche di qualita´ di vita per la bassissima tossicita´ e la facile maneggevolezza". Oggi il 20% dei pazienti trattati con ipilimumab, la prima molecola immuno-oncologica approvata, e´ vivo a 10 anni dalla diagnosi.

Gli anticorpi immunomodulanti, come nivolumab, che colpiscono la via di checkpoint immunitario chiamata PD-1, hanno evidenziato nei casi di malattia avanzata un tasso di sopravvivenza a un anno superiore al 70%. Dopo un triennio il 40% dei pazienti trattati con questi nuovi farmaci anti PD-1 e´ vivo, un dato che conferma il beneficio a lungo termine dell´immuno-oncologia. E nivolumab e´ la molecola anti-PD1 con il piu´ lungo follow up: il 35% dei pazienti e´ vivo a 5 anni. "I bambini - continua Queirolo, che e´ anche presidente del Master Course IMI - costituiscono l´anello debole della catena, perche´ la pelle e´ in grado di memorizzare il danno ricevuto dalle scottature solari accumulate durante l´infanzia e puo´ innescare il processo patologico anche a diversi anni di distanza. I piccoli di eta´ inferiore a 12 mesi non vanno esposti al sole.

Proprio per sensibilizzare i bambini delle scuole primarie sulle regole di prevenzione l´IMI organizza la campagna nazionale ´Il sole per amico´ in collaborazione con il Ministero dell´Istruzione e con il patrocinio del Ministero della Salute.

Tutti dovrebbero utilizzare le creme solari quando prendono il sole, evitando di esporsi nelle ore centrali. Senza dimenticare il controllo della pelle ogni anno dallo specialista. In particolare nelle persone che presentano piu´ di 100 nei il rischio di melanoma e´ 6 volte superiore.

Le scottature dellŽinfanzia sono il principale fattore di rischio per il melanoma da adulti

Va sempre seguita la regola del ´brutto anatroccolo´: l´insorgenza di un neo diverso per forma e colore rispetto a quelli gia´ presenti e´ un segnale da tenere in considerazione e da far controllare dal dermatologo. Avere la pelle chiara, i capelli biondi o rossi e gli occhi chiari (blu, grigi o verdi) e´ un altro fattore di rischio. Se scoperto precocemente ed eliminato con una corretta asportazione chirurgica durante la fase iniziale, il melanoma e´ del tutto guaribile perche´ la probabilita´ che abbia invaso altri organi e´ pressoche´ nulla".

L´efficacia di uno screening diffuso della popolazione e´ stata dimostrata dal progetto SCREEN: dopo un periodo di due anni di intense campagne di informazione della popolazione sui fattori di rischio e sui segnali indicativi della malattia, piu´ di 360mila cittadini tedeschi (il 20% degli adulti dello Schleswig-Holstein, nel Nord della Germania) sono stati sottoposti a controlli per un anno (2003-2004). Nel 2009, dopo un quinquennio dal termine del progetto, i tassi di mortalita´ per questo tumore sono diminuiti del 48%.

E la percentuale di diagnosi in stadio iniziale e´ passata dal 52% al 64%. "L´IMI - sottolinea Queirolo - rappresenta la principale realta´ italiana per lo studio, la prevenzione e la cura del melanoma in maniera trasversale e multidisciplinare. L´associazione riunisce circa 350 esperti, cioe´ le migliori competenze professionali e specialistiche, ed e´ collegata a gruppi di ricerca a livello internazionale.

L´Italia e´ un punto di riferimento negli studi sull´immuno-oncologia e svolge da sempre un ruolo di primo piano nelle sperimentazioni in questo campo. Il nostro Paese si colloca al vertice per numero di pazienti arruolati negli studi internazionali e siamo molto attivi anche nel produrre protocolli di ricerca spontanea che spaziano dalla biologia molecolare alla genetica fino alla chirurgia. L´IMI organizza inoltre workshop specifici sull´immuno-oncologia rivolti agli oncologi perche´ imparino a gestire nel modo migliore i pazienti trattati con queste nuove terapie. Oggi infatti i clinici non hanno ancora molta esperienza su questi temi".


Data pubblicazione : 06/07/2018 Autore : Italpress Fonte: Italpress